Massaggio coreano-Parte 1

Rilassante e antistress: il massaggio coreano ha radici antiche: “Che attingono alle tecniche millenarie dei monaci buddisti”, spiega il naturopata Eros Zannone. “I religiosi tibetani lo praticavano come “offerta”, per portare sollievo alle popolazioni più povere. Spingendosi in vari Paesi, modificarono metodi e manualità adattandosi alle diverse esigenze che incontravano. In Corea trovarono uno stile di vita frenetico. E la tecnica divenne più rilassante e distensiva: questo massaggio non punta tanto al livello energetico, ma agisce su muscoli e articolazioni”. I morbidi stiramenti e i progressivi allungamenti degli arti e del collo attenuano le tensioni muscolari, mentre i fluidi ondeggiamenti sciolgono le articolazioni contratte, favorendo un graduale ritorno all’elasticità e alla flessibilità perdute. “Per capire come agisce, può essere utile ricordare come funziona la nostra struttura muscolare: l’uso quotidiano è automatico e istintivo ma lavori ripetitivi, posizioni particolari, traumi, errori di postura, portano certi muscoli a lavorare troppo. Così tendono a gonfiarsi e accorciarsi, mentre altri, per compensare, saranno poco tonici e sovraestesi. In questo modo si esercita una continua trazione su ossa e giunture, che si traduce in un rischio di usura articolare. Possono anche verificarsi deviazioni della colonna vertebrale ed ecco spiegate molte scoliosi”. I delicati movimenti hanno la capacità di diminuire la pressione, e aiutano a ripristinare le lunghezze fisiologiche del muscolo. “Quando c’è un eccesso di tensione, il corpo opera in modo inconscio: per difendere la parte dolorante, coinvolge nei movimenti altri gruppi di muscoli.



















































